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Da molti anni sulle scene, più che mai intenti a colpire e turbare l’ascoltatore con il loro noise rock diretto ed ermetico e con liriche criptiche e profonde. Dopo l’exploit datato 1998 con ‘Progenie’ e dopo una serie di concerti di tutto rispetto nei maggiori locali del nord Italia, la band torinese è tornata con un nuovo album ‘Ama-n-tide’, che dovrebbe portarla a compiere il grande salto su scala nazionale...

La storia della band e il nuovo album nelle parole del cantante/chitarrista Christian Torelli."Gli Avvolte Kristedha sono nati nel 1996 – racconta - nel momento in cui, cioè, tutti e quattro abbiamo deciso di smettere con le cover e dedicarci a qualcosa di più serio. Nonostante da sezione ritmica sia di Bergamo e chitarra e voce di Torino, siamo da sempre legati da una forte amicizia, siamo tutti molto affiatati, quindi quando abbiamo deciso di dar vita a questo progetto, tutto è venuto nel modo più naturale possibile. Lo stile a cui ci allacciamo è il noise rock, un genere non diffusissimo in Italia ma che, con l’esplosione dei Marlene Kuntz, è stato riscoperto. Abbiamo sempre suonato pezzi nostri, iniziando sin dagli esordi a scrivere canzoni nostre con l’intento di dar vita a qualcosa di originale che ci consentisse di esprimerci totalmente. Nel 1998 abbiamo registrato, presso la P.R. Studio di Bergamo il nostro primo album autoprodotto, dal titolo ‘Progenie’ e, per promuoverlo, abbiamo iniziato a suonare per locali, partecipando anche a concerti di buone dimensioni come Breda Live a Milano assieme ai Crummy Stuff, all’ El Paso di Torino, al Nuvolari cuneese con i Punkreas e al Cortile Animato di Alba. Abbiamo inoltre preso parte ad un video dei Crummy Stuff che è poi stato trasmesso su MTV. Nel gennaio del 2001, infine, è uscito ‘Ama-n-tide’, registrato a Torino e co-prodotto con un’etichetta indipendente, la King’s Road. Il secondo lavoro è distribuito dalla Venus in tutta Italia e, speriamo, verrà promosso anche dal vivo in tutta la Penisola. Intanto suoneremo il 2 febbraio al Maltese di Cassinasco, mentre i primi singoli estratti, ‘Mi Sento Lesbica’ e ‘Penombra’, sono in rotazione sulle radio piemontesi come Radio Flash, Antenna Uno e Radio Torino
Popolare".

Puoi spiegarci come nasce una canzone degli Avvolte Kristedha?

"E’ un discorso di semplice spontaneità, istintività assoluta. Dipende dall’ispirazione, non diamo priorità al testo piuttosto che alla parte strumentale. In linea di massima il testo è sempre accompagnato da almeno una chitarra che ne traccia la melodia, dopodichè, essendo il gruppo molto affiatato, si riarrangia il pezzo tutti assieme. Nel momento in cui il pezzo nasce, tutti e quattro mettiamo qualcosa di nostro nel testo e
assieme contribuiamo alla stesura della parte strumentale. Il fatto è che lo scopo dei nostri brani è quello di fermare determinati momenti della nostra vita, quindi tramite una canzone cerchiamo di fotografare un momento che ci sta particolarmente a cuore".

Da un punto di vista lirico, si direbbe che le vostre canzoni non vadano a toccare tasti molto soft. Dove traete ispirazione per scrivere i vostri brani?

"Le nostre canzoni non trattano tematiche precise anche se, in linea di massima, i nostri brani parlano d’amore, di sentimenti ed emozioni personali. Se vogliamo sono testi autobiografici".

Sentimenti visti, sembra, sotto un’ottica del tutto personale!


"Infatti! I testi vanno a scavare nel profondo delle emozioni. Non amiamo soffermarci in superficie dei singoli concetti. I nostri testi sono abbastanza ermetici, quindi l’ascoltatore non deve fermarsi alle singole frasi ma deve saper leggere tra le righe per comprendere a fondo l’essenza della nostra musica".

Per concludere; in precedenza si parlava della scena noise-rock in Italia. Come giudichi quello che sta succedendo, visto dagli occhi della band emergente che si affaccia per la prima volta sulla scena nazionale?

"Credo che in Italia si sta cambiando mentalità per quanto riguarda il tipo d’ascolto musicale. Da noi ha sempre prevalso la musica leggera, però oggi l’ascoltatore ha voglia di qualcosa di nuovo, di più spontaneo, naturale e meno costruito. La presenza nel giro che conta dei Marlene Kuntz la dice lunga su questo cambio di mentalità. Noi ovviamente abbiamo accolto molto bene tutto questo, perché etichette e pubblico iniziano a nutrire maggiore interesse verso un genere che, sino all’altro giorno,
era relegato ai margini della scena".

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